Domanda: Gentile Dr. Paolo Leggero. Scrivo non per me ma per mio fratello. Soffre da 5 anni di depersonalizzazione,ed ha solo 23 anni. Vorrei poter dire di aver fatto tutto il possibile per lui. Lui crede di assomigliare, anzi di essere Filippo Nardi (del grande fratello) tutto è cominciato
quando gli amici facevano battute sulla somiglianza. Denis, così si chiama,ha iniziato un processo strano nella sua mente, e da li non è più stato lo stesso. Ha sempre bisogno di conferme, per strane idee che gli vengono in mente. Un giorno credeva che le orecchie non fossero le sue.Certe volte ha bisogno di sentirsi dire che è LUI, perchè crede di
essere questo Filippo Nardi. Per quanto riguarda le cose vicine è facile
potergli dare sostegno, ma come posso io mettermi in contatto con questo
personaggio? Denis dice che ha bisogno di sapere come ragiona, cosa pensa,
se realmente sono uguali.A complicare le cose ha visto in internet che è nato lo stesso giorno. E' una sofferenza non poterlo aiutare, sia per me che per i miei genitori. Lui è comunque sempre seguito da uno psichiatra e uno psicologo. La mia domanda è, farei bene a cercare questo personaggio per chiedere aiuto, o farei meglio a cercare di convincerlo che non è lui all'infinito? La prego mi aiuti. Grazie di cuore Carol
Visualizza Risposta
L'importante è che sia seguito dallo psichiatra e che sia seguito bene...Per quanto riguarda il suo atteggiamento deve considerare che, di solito, è bene evitare di contraddire direttamente le sue convinzioni, anche quando
sono palesemente errate.
E' preferibile dimostarsi un pò stupiti dalle sue affermazioni e cercare di insinuare dei dubbi... anche chiedendogli di verificare, insieme a lei,
alcuni aspetti o certi dettagli che sicuramente non sono corrispondenti alle sue "teorie": ecco, le consideri delle "teorie", anche interessanti, ma tutte da verificare...
Saranno le cure, e soprattutto quelle farmacologiche, a sgretolare la rigidità delle sue convinzioni...
Cordiali saluti pleggero
Domanda: Pregiatissimo Dott. Leggero, mi chiamo Michele e le scrivo dalla prov. di Bari. Data la realtà del ns territorio, ove non ci sono strutture adatte al trattamento e allo studio di persone affette da sintomi di autismo, volevo esporLe il caso di mio fratello Vito, trentacinquenne, che dall'età di un anno, si è chiuso in un mondo tutto suo, senza comunicare con chi gli stà intorno, e senza manifestare alcun tipo di interesse in
qualsiasi cosa gli venisse proposto. Cosa Le volevo chiedere: l'autismo può portare ad una sorta di chiusura totale nei confronti del mondo in cui si vive?
Visualizza Risposta
Purtroppo i disturbi pervasivi dello sviluppo possono portare a forme estremamente gravi di isolamento, anzi proprio questo è il cuore (ed il significato) dell'autismo.
Ma le diverse forme di terapia attualmente disponibili, soprattutto se messe in atto precocemente, possono scongiurare o perlomeno limitare la "chiusura autistica".
Purtroppo solo alcuni servizi neuropsichiatrici e centri specializzati sono in grado di intervenire efficacemente insieme ai familiari.
Cordiali saluti pleggero
Domanda: Pregiato Dottore, innanzitutto la ringrazio per la Sua cortese risposta, che ho letto appena qualche minuto fa.
Non vorrei approfittare della Sua disponibilità, ma se così fosse prometto che non La disturberò più! La questione riguarda mio figlio di 17 anni e, come può immaginare, coinvolge buona parte della mia vita: Le vorrei solo
chiedere se è a conoscenza di qualche struttura valida per ragazzi autistici, che effettui anche il servizio residenziale (magari solo nel fine settimana) in Veneto o in Friuli o vicinanze. L'unica di mia conoscenza è Villa Respiro a Pordenone, ma da tempo ha saturato il limitatissimo numero di utenti.
Benché abbia fatto ogni sorta di ricerca e che in ogni parte d'Italia sorgano di continuo nuove
strutture, sorprendentemente non sono ancora riuscita a individuarne ancora una nelle provincie di Treviso (ove risiedo) e limitrofe.
RingraziandoLa ancora, e sentitamente, Le invio tutti i miei più cordiali saluti.
Serena
Visualizza Risposta
Purtroppo non posso esserle d'aiuto.
Ma la cosa migliore che può fare è mettersi in contatto con un associazione di genitori di ragazzi affetti da autismo come l'ANGSA
www.angsaonlus.org/veneto/
cordiali saluti
p.leggero
Domanda: Mio marito ha subito un ricovero coatto visto che soffre di
disturbi deliranti ( si sente un po' onnipotente e quindi pensa che tutto
gli sia concesso e gli spetta di diritto e quando trova delle negazioni
agisce telefonando a finanza o carabinieri denunciando le persone che lo
contraddicono).Purtroppo lui non si rende conto di non stare bene e
vorrebbe denunciare tutti i medici e il sindaco che ha firmato il coatto.
Naturalmente vuole che sia io che mi occupi di tutte le denuncie. Come
posso fargli capire che i medici stanno cercando di fare il suo bene?
Grazie Distinti saluti Orietta
Visualizza Risposta
Una persona che soffre di un disturbo psicotico e non recupera una piena
consapevolezza della sua malattia dopo un episodio acuto che abbia avuto un
trattamento adeguato, rappresenta uno dei più grandi dilemmi della
psichiatria.
Gli stia vicino ma non lo contrasti mai direttamente; cerchi sempre di
favorire l'assunzione dei farmaci che lo psichiatra gli prescrive pur
riconoscendo che possono avere effetti collaterali spiacevoli...
Il suo è un compito estremamente difficile, ma non si scoraggi: in molti
casi prima o poi si trova una soluzione o perlomeno un equilibrio
accettabile...
cordiali saluti
p.leggero
Domanda: La domanda che voglio rivolgerLe ci tocca così nel profondo che mi è praticamente impossibile non cadere nei dettagli... Tuttavia cercherò di essere breve....Da circa 7 mesi ospitiamo in casa nostra la nipote di mia nonna, una ragazza di 34 anni che proviene dall'Eritrea...
Noi siamo una famiglia mista (italo-africana) e sin dal suo arrivo le siamo stati vicini, le abbiamo trovato più di un lavoro (che periodicamente ha perso) e provveduto ad ogni cosa(documenti, vestiario, cibo...)...
Due mesi fa ha compiuto il compleanno e le abbiamo organizzato una grande e allegrissima festa...
Lei è una ragazza estremamente timida, educata, silenziosa, dedita alla
lettura della Bibbia... Una ragazza senza vizi, né pretese, con scarsissima auto-stima...
Non ama stare al centro dell'attenzione e manifesta parecchia difficoltà a rapportarsi con gli altri (per esempio all'arrivo di amici in casa nostra lei non riesce nemmeno a consumare i suoi pasti con disinvoltura...
prova disagio e freme per correre in camera sua).
L' ultimo lavoro che ha ottenuto (circa 2 sett fa) è stato in un paesino a 30 km da noi, nel quale ha condiviso casa con delle ragazze rumene....
Il periodo di prova è terminato con un altro fiasco, è stata licenziata...
Da quando l'abbiamo ripresa con noi ha manifestato dei disturbi che non
sappiamo "classificare", né fronteggiare....
Asserisce di essersi vista in TV... esattamente ci ha raccontato che mentre parlava al cellulare col fratello in Cina, simultaneamente hanno mandato in onda la sua conversazione TRADOTTA in italiano.... e poi ancora... si è convinta che tutti noi complottiamo alle sue spalle... e ancora.... che un nostro amico di famiglia (che lei ha visto una sola volta!!) ha provveduto al suo "benessere" durante questi mesi in Italia e che è lui il vero artefice della festa e dei regali del suo compleanno....
Il suo sguardo schivo e sottomesso è stato rimpiazzato da occhi spalancati che ti fissano colmi d'ira... è convinta di ciò che dice perché <>...
Le sue ex coinquiline, a quanto pare, parlavano di un uomo (col medesimo
nome del nostro amico) che si è invaghito di una donna brutta, per la quale egli sta facendo pazzie (come comprarle una macchina e pagarle l'affitto di casa)...
Questo episodio non ha alcuna connessione logica con lei, né attinenza con noi...eppure lei se n'è convinta....
Nessuno di noi parla la sua lingua.... Perciò con la speranza di risolvere "l'equivoco" e anche con lo scopo di farle prendere una pausa nel suo "ambiente", oggi mia madre l'ha condotta presso una comunità di Eritrei...
Giunti nel luogo dove ci si era dati appuntamento lei ha detto << anche
qui parlano male di me>>...
La domanda da porgerLe non è una sola...
Possibile che la nostra voglia d'integrarla in famiglia abbia forzato in
qualche modo i suoi tempi??
Come definirebbe Lei questo suo atteggiamento???
Cosa possiamo fare nello specifico??
Ha un piccolo "esaurimento nervoso" dovuto magari al suo senso di inadeguatezza o c'è il rischio d'incorrere in problemi più seri???
Ha perso sempre il lavoro, nonostante ci abbia messo il massimo dell'impegno, possibile se ne sia fatta una "malattia"???
La comunità Eritrea ci ha consigliato di rimandarla in Africa dai suoi cari, Lei crede sia la soluzione ottimale??
La sua sorte ci sta molto, molto a cuore e al contempo ci sentiamo schiacciati dal grande peso di responsabilità nei confronti dei suoi
cari...
Avevo promesso di essere breve e così non è stato, voglia perdonarmi...
Grazie..
Visualizza Risposta
Il consiglio in questo caso sembra evidente: rivolgersi immediatamente al Servizio di Salute Mentale di competenza territoriale che
potrà fornire l'aiuto adeguato. cordiali saluti
p.leggero
Domanda: Pregiato Dottore,
volevo chiederLe un parere riguardo all'utilizzo dell'Abilify per
l'autismo. In attesa di una Sua cortese risposta, La ringrazio
anticipatamente e Le invio i miei migliori saluti. Serena
Visualizza Risposta
Non esistono studi scientifici che dimostrino una superiorità dell'Abilify
rispetto ad altri antipsicotici.
Inoltre l'impiego di antipsicotici nell'autismo risulta probabilmente utile
solo nel caso in cui siano presenti sintomi dell'area psicotica.
L'Abilify sembra avere uno spettro d'azione limitato ed il suo uso deve
essere attentamente monitorato. Sono veramente rari e di scarso rilievo gli
effetti collaterali che finora ho potuto riscontrare nella mia esperienza
clinica.
Cordiali saluti
p.leggero