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Attività individuali e di gruppo
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I presupposti teorici riguardanti i sistemi modulari, la plasticità cerebrale, il mental imagery, lo sviluppo di aree supplementari, la riorganizzazione cerebrale e la correlazione dei processi delle funzioni corticali superiori legate al comportamento, le basi neurobiologiche del comportamento e infine, la teoria dei neuroni a specchio per processi di apprendimento e di programmazione, confermano i presupposti del il nostro lavoro, proponendoci una linea guida importante: la riabilitazione a lungo termine, che secondo i modelli teorici di riferimento, consente l‘attivazione della proliferazione neuronale in fase tardiva, può garantire al soggetto, con danni organici acquisiti, un lento ma progressivo recupero. Studi recenti hanno dimostrato che il recupero di funzioni cognitive, anche soddisfacente, non si correla con la riacquisizione implicita delle regole sociali, fonte e conseguenza di un cattivo reinserimento. Le regole sociali soggiacciono a livello della metacognizione, che richiede sistemi impliciti ed espliciti che si integrano, capacità di generalizzazione, abilità che vengono controllate e dominate da un sistema supervisore che data la sua fragilità ed alta specializzazione è il primo meccanismo che viene alterato ed è l’ultimo ad essere recuperato (nella scala gerarchica riabilitativa). L’intervento deve essere cognitivo ed ecologico integrato al fine di far maturare processi automatici ed impliciti che sono stati perduti. Il raggiungimento di tali obiettivi prevede l’attuazione di diverse attività di tipo individuale e di gruppo.
Le attività previste saranno riconducibili alle seguenti aree:
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Area cognitiva e meta - cognitiva: capacità attentava, orientamento spaziale e temporale, capacità di memoria, abilità di scrittura, abilità di ragionamento e di giudizio, abilità di lettura;
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Area comunicazione e linguaggio: Comunicazione verbale, Comunicazione non verbale;
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Area abilità interpersonali e sociali: Abilità linguistiche e metalinguistiche, Abilità pragmatiche;
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Area autonomia personale: alimentazione, igiene, uso dell’orologio e gestione di sé rispetto al tempo, ripresa del ritmo circadiano;
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Area autonomia sociale: competenze sociali, sicurezza personale e uso dei mezzi pubblici e privati, facilitazione a comunicazioni alternative (internet);
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Area motricità e percezione: abilità motorie, abilità della motricità fine, percezione visiva, tattile, olfattiva, uditiva e cinestesica, attività motoria alternativa;
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Area abilità espressive e creative: abilità espressive, competenze "lavorative", abiltità creative.
Le attività neuropsicologiche individuali e di gruppo vertono sul ripristino e mantenimento di:
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Attenzione e vigilanza: causati da lesioni della sostanza reticolare tronco -encefalica e delle sue proiezioni. Le difficoltà attentive, che si riscontrano, si riferiscono sia all’attenzione selettiva (capacità a selezionare una o più fonti della stimolazione esterna in presenza di informazioni in presenza di informazioni in competizione), sia all’attenzione sostenuta (capacità a mantenere l’attenzione su eventi critici per un considerevole periodo di tempo);
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Memoria : è un disturbo importante sia nella fase acuta che cronica del trauma cranio encefalico. Nella prima i pazienti presentano la cosiddetta Amnesia Post Traumatica (PTA), che si risolve rapidamente o lentamente a seconda della gravità del trauma. Nella fase cronica si presentano deficit nella memoria episodica e prospettica. Il paziente può accusare deficit mnestici nella modalità specifica uditiva - verbale o visiva, a seconda della lateralità della lesione;
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Funzioni frontali: si presenta la cosiddetta Sindrome Frontale che comporta disturbi quali: - adinamia - perseverazioni associata ad automatismi - distraibilità - ecoprassie e ecolalie - iperutilizzazione - acritica - impulsività, aggressività - ottundimento affettivo - disordini timici: depressione e forme maniacali - deficit di programmazione e soluzione di problemi - anosognosia - apatia
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Funzioni senso - motorie: riguardano la combinazione del sistema cortico–spinale e cortico–bulbare, del controllo cerebellare, dei movimenti (atassia, incoordinazione, dismetria), dei meccanismi posturali e tonici troncoencefalici e degli automatismi extrapiramidali.
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